Acquaforte su zinco
(tecnica indiretta*)
Percorso guidato all'apprendimento di una tecnica calcografica (calcos = rame / grafo = scrivo).
Come anticipato nel tutorial introduttivo, con questa prima tecnica andremo a dare un’occhiata più da vicino alle fasi di lavorazione di una matrice.
In particolare analizzeremo l'opera ARIES e tutte le sue fasi di realizzazione.(*) Le tecniche calcografiche si suddividono in due gruppi: Le tecniche dirette, dove lo scavo della superficie avviene usando strumenti affilati adatti allo scopo (azione meccanica) e le tecniche indirette dove per lo scavo si utilizza come medium “l’acido” (azione chimica).
.01 - Smussatura e lucidatura della lastrina
Uso per questa tecnica una lastrina di zinco di 16 x 16 cm di lato e dello spessore di 0,8 mm. Le lastrine per l’incisione (zinco, rame, etc.) prima di venir elaborate hanno bisogno di essere lucidate, onde evitare che graffi ed ossidature possano interferire con il nostro disegno (esistono in commercio, presso i negozi di Belle Arti, lastrine già pronte).
Per prima cosa si arrotondano gli angoli con una normale lima da metallo, mentre i lati si smussano con un raschietto (si tratta di un pugnale a tre lame); quest’ultima operazione si chiama bisellatura.
Tali operazioni sono necessarie affinché, nella fase di stampa, la matrice non abbia a rompere la carta sotto la pressione del torchio.
Poi con carta abrasiva finissima ed in seguito con lana d’acciaio si strofina la superficie della lastrina fino a potercisi specchiare.
.02 - Sgrassatura della lastrina
Con un pizzico di Bianco di Spagna (una polvere abrasiva simile al talco) impastato con alcool denaturato si strofina con energia tutta la superficie (non scordate gli angoli), finché questo impasto non assume un colore grigio scuro. Questa operazione è necessaria per rimuovere ogni traccia di grasso. Sciacquare con cura e asciugare con un panno pulito.
.03 - Verniciatura
Si stende con un pennello morbidissimo uno strato sottile di <<Vernice satinata per acquaforte>> agendo sempre nello stesso senso, meglio se l’operazione viene compiuta sulla lastra appena tiepida, in modo che la cera possa stendersi ed eliminare da sola eventuali striature del pennello.
.04 - Affumicatura
Questa operazione è utile per accelerare l’essiccazione della vernice e nel contempo annerirne e rinforzarne lo strato sottile. Il nerofumo inoltre rende più evidenti i segni che la punta traccia scoprendo il metallo.
.05 - Disegni preparatori
Aries, il primo segno dello Zodiaco, è un soggetto ben codificato nelle diverse rappresentazioni iconografiche; dunque in un caso simile, a mio avviso, è consigliabile documentarsi e spendere un po’ di tempo nel preparare dei bozzetti. Ma è una regola che un artista, se lo ritiene, può benissimo ignorare. Non si può invece non tener conto che l’immagine disegnata sulla matrice, in fase di stampa, risulterà rovesciata (speculare).
.06 - Proteggere il dorso
Il dorso della lastrina deve essere protetto dall’azione dell’acido: il sistema più veloce è quello di isolarlo con del nastro da imballaggio.
.07 - La carta carbone
A volte la composizione del bozzetto è talmente complessa che si avverte la necessità di riportare sulla vernice i segni principali; ciò si può ottenere facilmente utilizzando una carta carbone (meglio se bianca).
.08 - I primi segni
Si inizia a questo punto il disegno vero e proprio utilizzando delle punte di acciaio; è consigliabile provarne più di una (io utilizzo anche un ago da lana, inserito in un porta mine, che mi consente di ottenere segni sottilissimi). La punta d’acciaio va tenuta in posizione quasi verticale in modo da permettere alla mano una maggiore agilità. Non si deve premere con forza o graffiare la superficie: allo scavo ci penserà l’acido.
Sulla sinistra il disegno utilizzato per il ricalco, sulla destra i primi segni: il metallo brilla attraverso di essi.
.09 - Disegno della matrice
Si prosegue nel disegno della matrice arricchendola via via di segni, inventandosi texture nuove (per evitare la scolastica quadrettatura), iniziando con i segni più radi <<chiari>> per infittire poi l’intreccio onde ottenere i segni <<scuri>>. Si deve porre molta attenzione a non avvicinare troppo i segni fra di loro, perché sotto l’azione dell’acido la vernice potrebbe "saltare" creando delle zone che in fase di stampa risulterebbero grigie, anziché nere, che vengono chiamate <<bruciature>>.
Disegnando la matrice si accumulano sulla superficie riccioli di vernice, che è utile di tanto in tanto asportare con un pennello morbidissimo.
.10 - Test dell’acido
Quando si inizia un nuovo lavoro è opportuno preparare o testare l’acido già pronto in modo da verificare la sua capacità corrosiva. Per lo zinco si utilizza l’acido nitrico a 42° Baumé diluito con acqua: una parte di acido e quindici di acqua (fate attenzione perché è altamente velenoso, ustionante e a contatto con l’aria libera fumi dannosi). Un altro incisore potrebbe dirvi che così è troppo o troppo poco diluito: ma con questa proporzione io riesco ad utilizzare lo stesso acido anche per tecniche che richiedono una morsura più lenta, più debole.
Ho preparato questa matrice e questa prova di stampa per farvi comprendere più facilmente come lavora l’acido. Ho tracciato dei segni e degli intrecci e ho eseguito delle morsure progressive: coprendo di volta in volta con la vernice le parti che intendevo proteggere e prendendo nota dei tempi (morsura per copertura).
.11 - Morsura
Versate la soluzione acida in una vaschetta (da fotografi). Si consiglia, quando possibile, di effettuare questa operazione all’aperto o in una stanza dove sia presente una grande finestra. Si fa scivolare la lastrina dentro all’acido, avendo cura di prendere nota dei tempi di morsura, e quando si vedranno apparire delle bollicine in corrispondenza dei segni, le si elimini passando leggermente una penna d’oca. Questa operazione serve ad evitare che le bollicine d’aria impediscano all’acido una morsura uniforme che risulterebbe poi, in fase di stampa, come un segno puntinato o irregolare.
.12 - Controllo dello scavo
I tempi di morsura indicati sopra sono da considerarsi indicativi. La temperatura esterna e quella della lastra possono modificare in maniera rilevante i tempi necessari. E’ consigliabile pertanto effettuare anche dei controlli del tratto inciso con l’uso di una lente contafili.
.13 - Disegno matrice: ultimi segni
Dopo aver tolto la matrice dall’acido e averla ben risciacquata ed asciugata, copro con la vernice i segni che voglio conservare leggeri (1) e ne aggiungo degli altri (2); poi immergo ancora la matrice nel bagno di acido.Questa immagine è davvero di pessima qualità, ma in compenso si notano bene gli ultimi segni aggiunti e le coperture nere della vernice.
.14 - Dettaglio: La bruciatura
Ad un successivo controllo si iniziano a notare le prime bruciature, perché l’acido sta facendo saltare le zone che separano i segni: oltre non si può andare. Lavo accuratamente con acqua la matrice e rimuovo la protezione dal dorso.
.15 - Rimuovere la vernice
Il momento tanto atteso è finalmente arrivato: con un pennello intriso di petrolio lampante strofino la vernice, e sotto compare lo scavo. Rimuovo accuratamente la vernice con uno straccio di lana e petrolio, poi sgrasso la superficie con alcool denaturato e la matrice è pronta per l’inchiostrazione.
.16 - Il fondino (preparazione inchiostro)
Preparo il colore per il fondino (inchiostrazione a rullo) con inchiostro calcografico “Lacca” trasparente e una traccia di giallo e rosso primari mescolati e diluiti con olio finissimo di vaselina.

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